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mer, 28 lug @ 17:42
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OMSA CHIUDE FAENZA E APRE IN SERBIA 350 OPERAI A CASA!
Pubblicato in:: -Presidi Centro
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Lo stabilimento Omsa di Faenza, in provincia di Ravenna, presto chiuderà i
battenti per raggiungere la Fiat. La Golden Lady Company, il gruppo proprietario del
marchio, ha deciso infatti di spostare lo stabilimento in Serbia, dove tra l'altro ne
ha già altri due, dopo aver trovato un accordo con il Ministro dell'Economia serbo. A
rimanere senza lavoro 350 dipendenti, quasi tutte donne che già a breve cominceranno
a prendere la cassa integrazione. La notizia della chiusura, infatti, è arrivata come
un fulmine a ciel sereno, senza molti preavvisi, neanche al sindacato che aveva
incontrato la Golden Lady Company lo scorso 20 luglio ma pare che non gli avesse
comunicato nulla al riguardo. L'assessore regionale alle attività produttive
dell'Emilia Romagna, Gian Carlo Muzzarelli, afferma invece che "la decisione della
proprietà della Golden Lady Company di chiudere lo stabilimento Omsa di Faenza per
delocalizzare la produzione in Serbia, ancorchè non nuova, è molto grave", tanto che
"la Regione fin da quando si sono diffuse le voci relative alla volontà della
proprietà di chiudere lo stabilimento di Faenza, si è attivata con ogni mezzo a
disposizione per provare a fare subentrare altre imprese ma soprattutto per garantire
la cassa integrazione e la ricollocazione dei lavoratori". Samuela Meci, della
Filctem-Cgil faentina, pensa che "sia necessario che tutti comincino a prendere
posizioni forti contro le aziende che nei loro piani strategici decidono una
delocalizzazione così forte da mettere a rischio i posti di lavoro in Italia". E Gian
Carlo Muzzarelli aggiunge che l'Italia sta pagando "non solo il dumping sociale e le
politiche di sostegno che altri Stati fanno alle imprese ma anche e soprattutto
l'assoluta mancanza di una politica industriale del governo, incapace persino di
esprimere un Ministro dello Sviluppo Economico e che ha negato di continuo la crisi
sostenendo che stiamo meglio di altri Paesi".
Continueremo ad osservare la situazione sperando che gli operai comincino la lotta
per salvare i loro posti di lavoro
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Pubblicato da :
Ronde Operaie
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mer, 28 lug @ 17:29
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GLI OPERAI NEXANS LOTTANO ANCORA!
Pubblicato in:: -Presidi Centro
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Venerdi scorso, sotto la canicola di luglio a roma, 50 operai della Nexans di
Latina, si sono ritrovati sotto il ministero dello sviluppo ecnomico, per
continuare la loro lotta ri-cominiciata circa due mesi fa dopo che la direzione
della multinazionale francese aveva deciso di chiudere la produzione dei cavi ad alta
tensione , buttando in strada piu’ di 200 operai .
Venerdi scorso e’ vero che la Nexans ha chiuso la produzione a Latina, ma gli operai
lì sotto al portone del ministero , la delegazione che è salita per la trattativa, e
gli altri operai che sono rimasti al presidio in fabbrica, ci sono e lottano ancora.
La direzione della Nexans , dopo due mesi di lotta , di presidio davanti alla
fabbrica per non far uscire fuori da quei cancelli né i macchinari né le merci che
rimangono stoccati nei magazzini, con buona pace dei padroni ha dovuto cedere ,
nelle trattative con gli operai, e le rsu, la arrogante posizione di pregiudiziale
mantenuta per mesi, di non far entrare nuovi padroni interessati a produrre nel sito
Latina , che volessero fabbricare cavi di alta tensione. Grazie alla lotta degli
operai, l’arrogante pregiudiziale dei padroni, nel punto 4 dell’accordo decade.
Questo sembrera’ poco , ma per una vertenza, in cui la direzione aziendale era
partita con la chiusura senza appello di una fabbrica produttiva , il passaggio
della produzione di cavi di alta tensione nell’altro stabilimento Nexans a
Battipaglia ( dove lavorano un centinaio di operai , e in cui le rsu interne, al di
la’ della formale solidarieta’ con gli operai della sede di Latina non sono andate,
essendo totalmente asservite alla direzione aziendale di quella fabbrica ; ribadendo
nella realta’ la lotta di concorrenza tra gli operai in questo sistema di
sfruttamento ).
Prosegue all'interno:
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Pubblicato da :
Ronde Operaie
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dom, 06 giu @ 18:24
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PRESIDIO OPERAI NEXANS
Pubblicato in:: -Presidi Centro
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Un centinaio di operai da questa mattina ha deciso di dare vita ad un presidio
fisso,
durante l'incontro che si sta svolgendo presso la sede di Confindustria Latina tra i
dirigenti della Nexans, l'azienda francese che ha deciso di chiudere la sua sede a
Borgo Piave alla fine del mese, i rappresentanti istituzionali e le parti sindacali
tanto che la via e' stata interdetta al passaggio delle auto e, all'arrivo dei
dirigenti dell'azienda, agli striscioni e cori si sono uniti anche il lancio di
pomodori e sono stati accessi alcuni fumogeni.
Il presidio e' contro il licenziamento di 130 operai
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Pubblicato da :
Ronde Operaie
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lun, 19 apr @ 17:26
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FINI COMPRESSORI BOLOGNA
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Gli operai della Fini compressori di Zola Pedrosa, in provincia di Bologna, sono
in presidio permanente.
Fini ha messo in mobilità 108 lavoratori sui 227 complessivi: al termine del periodo
di cassa integrazione guadagni straordinaria, che si è concluso il 19 ottobre 2009,
l'azienda, all'incontro convocato presso l'Assessorato alle attività produttive
della
Regione Emilia-Romagna, aveva sottoscritto un accordo finalizzato all'utilizzo della
cassa integrazione straordinaria per crisi "in deroga" per sei mesi ma con lettera
inviata alle organizzazioni sindacali il 18 gennaio 2010, l'azienda ha comunicato
l'avvio della procedura di mobilità, con relativi licenziamenti entro i termini di
legge, in quanto il piano di risanamento predisposto, considerati i diversi assetti
organizzativi e la contrazione dei volumi di vendita previsti, potrà permettere alla
Fini Compressori SpA di mantenere un organico di sole 119 unità. Atto che ha fatto
interrompere le trattative e, dallo scorso lunedì 12 aprile, i lavoratori della
Fini
Compressori sono in sciopero con presidio permanente dei cancelli dello
stabilimento.
Link Facebook per ulteriori informazioni:
http://www.facebook.com/group.php?gid=109282489107980&ref=share
Aggiornamento 22/4/2010:
Il 20 Aprile si è svolto in provincia l'incontro tra Marco Fini, le istituzioni e i
sindacati.
In mattinata sembrava esserci un possibile sblocco delle agitazioni con un accordo
che prevedesse 18 mesi di cassa e ritiro delle lettere di mobilita' per i 108
operai.
Marco Fini ha chiesto alcune ore per rifletterci. Al pomeriggio si sono ritrovati e
Marco Fini è arrivato all'incontro con tutt'altra idea ed accompagnato da un
consulente.
Ha fatto marcia indietro, non ritira i licenziamenti tramutandoli in 18 mesi di
cassa, e quindi le trattative saltano di nuovo.
Stamattina alle ore 9 ci sarà un'altra assemblea dei lavoratori dove cominciare a
decidere su come comportarsi nei prossimi giorni e su quali iniziative prendere in
considerazione.
Il presidio continua
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Pubblicato da :
Ronde Operaie
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